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Anima(e)
29 marzo 2008 - 06 luglio 2008
Autore: Asilo Bianco
A cura di: Oscar Aschan

ANIMA(E) è la prima mostra-evento del Cuore Verde tra due Laghi, progetto nato tra le sponde del Lago Maggiore e del Lago d’Orta e sostenuto dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Novara con una precisa volontà di rilancio turistico e culturale dei tanti luoghi e percorsi ancora poco conosciuti che sorgono alle spalle delle celebri e affollate Stresa, Orta, Arona.

ANIMA(E) nasce con l’obiettivo di promuovere e diversificare lo scambio culturale tra l’Italia e la Svezia, due paesi che sul piano artistico e culturale hanno costantemente identificato spazi proficui di incontro e di confronto, come Fatto in Svezia, prima collettiva di artisti italiani a Göteborg nel 2007. Ancora oggi ANIMA(E) è parte di una iniziativa più ampia, che prevede anche la presentazione di una mostra di design svedese all’interno di Torino World Design Capital da luglio 2008.

“Da parte svedese siamo particolarmente felici di veder crescere una collaborazione centrata sull’arte e sul design contemporaneo, che guarda al futuro attraverso lo sviluppo delle numerose iniziative nate in questo campo lo scorso anno” sostiene l’Ambasciatore di Svezia in Italia Anders Bjurner.

Il contemporaneo gioca dunque un ruolo da protagonista, grazie a curatori (recente è anche la nomina di Daniel Birnbaum alla direzione di T2 Torino Triennale), artisti affermati, ma anche ad una generazione di giovani emergenti che stanno entrando in forze sulla scena internazionale. Oscar Aschan, già curatore della collettiva Fatto in Svezia, ha chiamato per ANIMA(E) 15 artisti da Stoccolma, Goteborg, Malmo, a svelare la forza e la creatività svedese attraverso forme espressive e materiali diversi (dalla scultura all’installazione, dalla pittura al ricamo, dalla luce al suono) per raccontare i luoghi dell’anima, con le sue fobie, le ansie e le ossessioni del quotidiano.

Per la prima volta in Italia il duo multimediale formato da Mats Bigert e Lars Bergström presenta Inverted space molecules (2007), installazione di immagini che, come gran parte del loro recente lavoro, vuole essere una denuncia sul tema allarmante dei cambiamenti climatici. Le immagini, montate su globi sospesi che richiamano cluster molecolari, assumono prospettive inaspettate.

L’ormai ottantenne Gustav Kraitz e la moglie Ulla sono conosciuti per le loro sculture monumentali all’interno di parchi e luoghi pubblici, ma qui espongono una delle più intime, White Torso (1980), tributo in marmo bianco alla maternità.
Mandana Moghaddam riprende ancora una volta il lavoro che la accompagna dal 2003 e che così giungerà alla versione IV: Chel Gis (quaranta trecce), traendo spunto da un antico mito iraniano, ci comunica quanto il lato femminile celi dietro un'apparente fragilità un’insospettabile forza. The Bear and the Girl (2006)di Helen Dahlman ben si sposa con i luoghi del Cuore Verde, dove la fiaba diventa la modalità narrativa per raccontare il senso di paura e vulnerabilità che sono dentro l’essere umano, e la necessità di trovare un legame con la natura. Björn Perborg con Krucifix (2002) è dissacrante tanto quanto Mikael Richter con la sua sedia con aureola Gloriestol (2005): entrambi interrogano il visitatore su un tema sempre aperto, che non lascia spazio all’ironia. L’opera di Jenny Magnusson (titolo da confermare) comunica silenziosamente, perché lei non crede nella necessità degli artisti di urlare i propri messaggi. E così dona nuova vita a oggetti quotidiani, banali, inserendoli in nuovi contesti e attribuendo loro nuovi significati. Due artisti sono chiamati a realizzare le sculture in situ: da una parte quella pesante, opprimente di Roland Borén, dall’altra quella leggera, onirica di Pecka Söderberg; e ancora Nils Ramhöj, cui viene lasciato per l’occasione uno spazio ove dar sfogo alla propria eterna ossessione, il rapporto tra padre e figlio, proprio come nella serie Portrait of a Son (2007). Jan Cardell ha un spazio dedicato, dove azionare la sua Rytmobile che coniuga suoni meccanici, a tratti elettronici, con la poesia delle sculture/orchestre floreali.

Artisti in mostra:
Bigert & Bergström
Jan Cardell
Helen Dahlman
Torsten Jurell
Ulla & Gustav Kraitz
Ingbritt Irene Lagerberg
Jenny Magnusson
Mandana Moghaddam
Stina Östberg
Björn Perborg
Nils Ramhöj
Mikael Richter
Pecka Söderberg

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